SCRITTORI DEL 2000

 ENRICO BRIZZI

 

la vita e le opere

1974

il 20 Novembre nasce a Nizza da genitori bolognesi

1977

nell'Ottobre fa il suo ufficiale ingresso all'asilo "Gobetti" di Bologna, dilaniato dai conflitti tra bande giovanili. Il brizzi si arruola e milita per circa 3 anni nella banda di Alberto S.

1980/1985

il Brizzi vive il periodo Salgariano alle elementari "Longhena". L'eroe del Brizzi è Maharratto Kammamuri. Primi studi di politica applicata. Militanza in democrazia proletaria (sez. giovanile "Spartaco")

1987

Nel Maggio il Brizzi si infortunia alla mano sinistra durante una gita ad Aquileia in seguito ad una lite con Gianni S. per la fila al bar, ma per il Brizzi è l'anno dell'esordio come scrittore, con la novella autoprodotta d'ambientazione coloniale "Le fonti del river green", che viene donata al padre per Natale, che conserva ancora l'unica copia esistente a tutt'oggi

1988/1990

The tennis years. Il Brizzi si convince a vivere nei ruggenti ‘twenties', con annesse considerazioni, musicali, sportive, trilogiche. Nel 1989 il Brizzi si accosta per la prima volta a "Nevermind the bollocks" dei Sex Pistols.

1990

Il Brizzi partecipa ad un raduno scout intenazionale a Vienna. E' in ogni senso, il tempo delle mele.

1991

Il Brizzi in seguito al primo ascolto di "Quadrophenia" degli Who, abbandona la religione.Nasce come bassista punk contrapponendosi alle sonorità musicali nascenti in quel periodo.

1992

Il Brizzi, passato al liceo "Galvani" di Bologna, fonda e poi dirige con un manipolo di eroi minimalisti "Perle ai porci" controgiornalino della scuola che attaccò in quei tempi gli interessi degli agrari e del clero.

1993

La sfolgorante carriera di bassista si arena a causa dell'invidia di Les Claypool che gli inietta il virus dell'artrite nella mano destra. Più tardi, da un mucchio di rottami, crea l'adorato "special verde", a oggi ancora funzionante e visibile nel traffico bolognese.

1994

Breve cavalcata di "River Phoenix" la inufficiale fanzine della "no generation"; alcuni redattori più tardi pubblicheranno il romanzo storico "Q" col nome di Luther Blissett.

In quest'anno si assiste ad una sorta di svolta e consacrazione del personaggio: esce "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" che suscita consensi ovunque e dalla quale 2 anni più tardi viene tratto il film omonimo, dal quale Brizzi si discosta. Il libro è un fenomeno di massa.

1995

Periodo veneziano. Brizzi trova una tela del Tiepolo e la dona alla città.

1996

Il Bologna F.C. dopo anni di pugatorio torna in serie A.

Esce il secondo racconto del Brizzi: "Bastogne". La critica si scatena, il pubblico tra consensi e disapprovazione è confusa, comunque un altro successo.

1997

Periodo sperimentale dal quale escono 2 racconti: "Paco e il più forte di tutti" e in collaborazione con Sauro Ciantini "Lennon Guevara Bugatti" un libro a fumetti.

Comincia il tour "Subbooteo experience" con i "De Glaen".

1998

Si conclude il tour con i "De Glaen" dopo 18 date in tutta Italia.

Esce nell'Ottobre "Tre ragazzi immaginari". I commenti sono discordanti.

Trionfale tour tedesco (Berlino, Dresda, Monaco). Il Brizzi medita di trasferirsi all'estero per schivare il militare.

1999

Esce per Transeuropa "Il mondo secondo Frusciante Jack", la prima autobiografia non autorizzata a cura di Cristina Gaspodini. Purtroppo gli eventi continuano ad affastellarsi e il libro, praticamente introvabile in seguito al momentaneo inabissarsi di Transeuropa, non può dare conto della picaresca avventura sanremese. Rifiutando vacanze-premio e facendo il finto tonto alle strizzate d’occhio degli emissari del grande bizness discografico, il giurato di qualità Brizzi manda all’aria svariati complotti e premia con il massimo dei voti Silvestri, i Soerba e i Quintorigo.

Nell’autunno dello stesso anno esce il romanzo “Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile”, che rappresenta un’esplorazione (di segno opposto a quella del psichedelico “Tre ragazzi immaginari”) nei territori della narrativa realistica e di trama. Questo almeno è quello che Brizzi crede.

2000

Lestagioni trascorrono in compagnia dell’amico Lorenzo ‘Loris’ Marzaduri. L’idea è quella di scrivere un monumentale libro a quattro amni di storie sul rock. I due pazzi bolognesi si incontrano tutti i lunedì per aggiornarsi sui progressi fatti, e dal martedì alla domenica scrivono come pazzi. Ne escono due romanzi e una ventina di racconti, in buona parte destinati a restare inediti.

Nel frattempo Brizzi si avvicina alle posizioni della Chiesa Assira e, forte dell’investitura a diacono, partecipa alla stesura di un pamphlet contro la vita moderna e le sue innumerevoli tentazioni. Il 7 ottobre viene pertanto espulso dalle Brigate Tarchiate.

 

2001

Gli abboccamenti con la Mondadori si concretizzano nell’uscita, a gennaio, de “L’altro nome del rock”: un romanzo e otto racconti scritti a quattro mani che conducono Brizzi & Marzaduri a girare l’Italia per presentare la raccolta. Testimoni oculari raccontano di avere udito i due pazzi bolognesi vantarsi in pubblico di aver messo a segno un colpo degno delle migliori collaborazioni fra vecchi bluesmen del Delta e nuovi chitarristi bianchi.

A fine estate, con gli amici Furia-del-Tonchino e Wu Ming 2, Brizzi si incammina da piazza maggiore, a Bologna. Raggiungeranno cinque giorni più tardi Piazza della Signoria, a Firenze, e bagneranno il successo di questa Hard Road Experience con una quantità smodata di birre.

Collaborazioni con vari giornali, anche da fighetti.

Esaltato da questo clima in cui ogni impresa appare possibile, a ottobre Brizzi fugge in Madagascar con la fidanzata C., e farà ritorno solo a ridosso di Natale. Nessuno dei due, al ritorno, sarà riconosciuto dall’amato bassotto.

 

2002

Il Madagascar ha scosso i nervi e la mente del nostro, che trascorre dodici mesi in clausura quasi completa, carezzando le foto di viaggio e sospirando in modo ostentato ogni volta che il rettangolo della finestra annuncia una vaga tendenza alla nebbia. Nasce giorno dopo giorno il romanzo “Razorama”, che Brizzi si ostina a considerare ancora una volta il suo testo più ambizioso.