Tratto da "Smemoranda DIRE FARE BACIARE" del Novembre 1995

BIRRA o VINO?



Il seguente articolo risulta sicuramente monco, facendo inizialmente parte di in incontro/scontro Guccini Vs Brizzi intitolato Birra o vino? Mi arrogo il diritto di intitolarlol brillantemente

BIRRA 4EV3R

di Enrico Brizzi



"E' tempo di scegliere
o la strada larga,
lastricata d'oro dal Diavolo,
e il sentiero scritto del Signore"

(del film Great Balls of Fire)



Si potrebbe, a questo punto porre una serie di obiezioni etimologiche (a partire dalla definizione, per nulla infamante, di "bevanda alcolica, ottenuta dalla fermentazione dell'orzo, e aromatizzata con luppolo", proseguendo con le espressioni stereotipate "a tutta birra" o "dare la birra", rilevando l'omofonia tutta bohemienne tra birreria nel senso di luogo deputato a bere birra, e birreria nella - rara - accezione di punto di ritrovo per i birri, cioe' disordinati, vivaci e prepotenti, non sempre intenzionati a mantenere l'ordine); si potrebbe, ma.
Non e' il nome che c'interessa, quanto l'oggetto.
Il sapore fresco, la schiumina volatile, la disperata serialita' dei boccali (cosa significa, a confronto, versare vino sempre nuovo nel medesimo bicchiere sporco del vino gia' bevuto?), il retrogusto pulito o bastardo, comunque capace di soddisfare a qualunque ora del giorno, intendendo tutte e ventiquattro le ore del di e della e notte.
Spostandoci breve mente dal contenuto del boccale o apposito bicchiere a tutto quello che ci sta intorno, come non tenere conto di questi fatti banali: nei pub o osterie delle ultime generazioni e' birra che si beve, e il vino e' confinato a occasioni speciali, sempre che non si voglia passare per papponi che si ostinano a fare i raffinati; il paese piu' di tendenza e' attualmente l'Irlanda, poco nota per i suoi passiti e frizzantini; sono le isole britanniche, piu' in generale, ad avere influenzato maggiormente la cultura giovanile negli ultimi venticinque anni, e da Londra a Liverpool, da Glasgow a Brighton si beve birra, chiara o scura che sia, ma non vino; ad Amsterdam, altra capitale dell'immaginario, a fianco di attivita' catalogabili sotto Tabacco (in senso lato) e Venere, ci si stende di boccali da un litro; l'unica tendenza in grado di controbattere quella di orzo, malto & luppolo e' probabilmente il recente amore per l'America latina, che si manifesta col proliferare di locali texmex; sfido chiunque a iniziare con un Corvo di Salaparuta una serata in cui si faranno montare margueritas, tequila d'agave e cocktail yanqis; evidentemente si parte con uno o due medi di bionda alla spina per pulire stomaco&anima e prepararli alla galoppata finale verso le tenebre.
Due prove inconfutabili davanti a Dio e agli Uomini (e a quella entita' terrestre e pantagruelica che fu Gambrinus, mitico inventore della nostra amata bibita) della nostra superiorita' sui vitivinicoli sono la santita' dell'espulsione e il complotto angelico. Col primo termine si stabilisce che la birra e' bevanda molto piu' naturale; per quanto di piu' recente scoperta, e' piu' facile gestire le varie fasi della sbornia; l'allegrezza e' piu' devastante, l'urlo piu' sonoro, i lineamenti meno tristi, l'ubriacatura scende piu' lenta, la pisciata e' piu' fresca e simpatica, i postumi meno traumatici, e - ultimo ed eventuale -l'espulsione tramite soul coughing, e cioe' la popolare vomitata, e' molto piu' semplice e meno sofferta della scacazzata rossastra di chi s'e' ubriacato col vino.
C'e' un'ultima e inoppugnabile prova che riunisce i fedeli di loggia sassone, gaelica, germanica, franca, scandinava, fiamminga e boema, nonche' i gregari che bevono messicano, spagnolo, italiano, o sciroppini al limite del te di provenienza nordamericana o caraibica, ed e' la certezza che i nostri mortali nemici, gli Astemi, dovendo colpire noi o i succhiatori d'uva, hanno scelto noi, ritenendoci evidentemente piu' pericolosi per la societa' e i costumi in genere.
E cosi', poverini, hanno cercato di abbindolare gli amici dell'alcool vendendo loro la piu' preziosa delle bevande privandola della sua piu' intima natura. Bugie con le gambe piu' corte di queste, ancora non se n'erano sentite. Neanche alla decima Budweiser.