Tratto da MUSICA!
inserto di "Repubblica" del 27 Novembre 1996


LA DERIVA GOLIARDICA

di FRANCESCO DURANTE



Bastogne, il secondo romanzo di Enrico Brizzi (Baldini & Castoldi, 208 pagine, 22 mila lire) era molto atteso, ed e' decisamente inatteso. Nel senso che era oggettivamente difficile aspettarsi da un autore di 22 anni un libro che, ambientato nei primi anni Ottanta, riuscisse a trasmettere con pari adesione certi sapori e certi furori di quella stagione, riportandoli come se fossero stati parte cospicua della propria esperienza. Brizzi poteva avere dieci-undici anni quando Andrea Pazienza disegnava le avventure di Zanardi per "Frigidaire", e ancora meno quando Donatella "Miss" Rettore o gli argentei Rockets cantavano la loro monnezza culturale.
Pure, queste cose ci sono, eccome, dentro a questo libro "cannibale" si', ma curiosamente retrospettivo. Cosi' come c'e' tantissima musica del tempo: i buoni (i Devo, i Public Image Limited, Billy Idol, I Virgin Prunes...), i cattivi (da Cerrone a Miguel Bose' a De Gregori), quelli che stan sospesi (dai Weather Report ai Joy Division), e i super culti (i Righeira su tutti, ma anche i pordenonesi del Great Complotto e Ugo Tognazzi, che non e' un cantante ma tant'e'). Poi c'e' tanto (auto) compiacimento: un dirsi bravo quando e' il caso, come nelle descrizioni di feste dove puoi trovare "artisti piuttosto celebri che parlano come tossicomani" ma anche "tossicomani piuttosto celebri che parlano come artisti"; e un dirselo anche quando non e' proprio il caso, che purtroppo succede assai spesso; sicche' c'e' questo procedere balzellando tra improvvise accensioni linguistiche e pagine di scrittura francamente amatoriale.
Il guaio, con la violenza e col sesso, pił o meno estremi, e' proprio questo: che, per esser credibili, occorre molto piu' controllo. Altrimenti si rischia la goliardata.