Si Fa Presto A Dire Circo

Primo

Chiamano da via Stilicone Milano e dicono appoggia quel cocktail, mettiti qualcosa addosso, prendi il treno per Modena e vai un po' a vedere cosa fa il Paolo Rossi. Euh, dico, son preparato, il Paolo Rossi e' a Modena col suo circo: Il Circo Di Paolo Rossi. Bravo, fanno loro, questo e' l'indirizzo, queste le parole d'ordine da sussurrare all'orecchio delle persone giuste. Per il registratore portatile, l'assalto al Paolo Rossi in questione e la giacchetta da mezza stagione, devi organizzarti tutto da solo. Figuratevi, dico io, praticamente di mestiere risolvo problemi, state tranquilli. Hey ragazzo, sussurrano nella cornetta del mio easaphone, ricordati che non ci interessa un'intervista vera e propria, ne' un reportage tecnico. Vogliamo delle impressioni. Vogliono delle impressioni? Figuratevi, dico a questo punto, praticamente di mestiere riporto impressioni.

Poi telefono a Letizia Harari per un paio di indirizzi utili, faccio la doccia e parto.

In viaggio le onde radio diffondono: Gianluca Grignani diretto alla fantomatica paradiso-citta'; la pubblicita' di un negozio di scarpe interamente recitata da Gianluca Grignani; non ultimi quei sei mostri dei Neri Per Caso impegnati in una cover di Gianluca Grignani, ditemi voi se e' possibile. Il pop divorera' se stesso, dicono. Per quanto mi riguarda si e' gia' vomitato e si sta rimangiando per la milionesima volta a cucchiaiate. O forse se lo sta rimangiando tutto Gianluca Grignani.

E Paolo Rossi? E Paolo Rossi? E Paolo Rossi? Quando penso a Paolo Rossi mi viene in mente il comico di sinistra, Milano, la comicita' di sinistra, Kamikazen, in tribuna col figlio a vedere l'Inter, vari parenti overcinquanta che dicono fa ridere ma per me e' un drogato, Gino & Jannacci, Salvatores & Michele, Su la testa, ovviamente l'accoppiata con Chiambretti, certe amiche ospitali che lo ospiterebbero volentieri per dimostrargli il proprio appoggio, l'avventura della terza rete di Angelo Guglielmi.

Cammino su e giu' per il corso di Modena come un insetto impazzito per il caldo messicano, alla ricerca di una libreria in cui -soffiata dell'Harari- il Paolo Rossi incontrera' fans e firmera' autografi. E infatti.

Ragazzine e signori e garzoni e fanciulle sfilano ordinati e modenesi con in mano copie di 'Era meglio morire da piccoli' da fare autografare al Lenny Bruce dei Navigli (definizione letta e non capita sul Venerdi' de la Repubblica), che si dimostra assolutamente affabile, scatenandosi in dediche dadaiste, e le ragazze venute due a due allungano una alla volta le loro copie e il papa' allunga il bambino per farlo benedire e un riportatore di impressioni di vostra conoscenza allunga la storica domanda "Come mai da circa cinque anni imperversa in televisione una certa satira di sinistra -si puo' pensare disordinatamente ai vari Blob, il Postino, Su la testa, Cinico tv, Avanzi, il Laureato- e la sinistra italiana perde sempre piu' terreno?" Tenete presente che si era a monte delle elezioni del 24 aprile, e che il riportatore di impressioni si era lanciato con questa domanda non perche' la trovasse particolarmente interessante, ma giusto per irrompere con aria semicompetente e conquistare l'attenzione del Paolo Rossi, rubarlo ai fans residui che si aggiravano nella libreria.

Secondo

"Dipendera' mica dal fatto che la sinistra inorridisce di fronte all'avanzare del popolo di Berlusconi e si affanna a trovare delle icone, comici o comunque artisti, che lo sollazzino e gli diano un senso di appartenenza?"

Paolo Rossi fa la faccia da Paolo Rossi, tipo stai tranquillo ragazzo che ti racconto qualcosa, mi sembra un tipo simpatico; passa a discorrere del perche' non ha piu' tanto senso definirsi di sinistra oggi, con la folkloristica disillusione di molti suoi coetanei. Viene in mente l'allucinante apparizione sanremese del battello folle di Sabina Guzzanti e David Riondino, special guest intellettuale Sandro Curzi. L'anno prossimo, annuncio in anteprima, avremo la Marini e Iachetti, special guest intellettuale Francesco Salvi. Non so sinceramente che pensare, per sapere dove va la sinistra bisognerebbe sapere se esiste ancora. Condannati ad ascoltare vecchi nastri dei CCCP in monolocali milanesi? Col giacchino Armani, la dieta bilanciata e il vhs di Paolo Rossi? Mmmmh. Perplessita', ed e' lo stesso Paolo Rossi, interattivo, che me la rimanda.

Paolo Rossi, cos'e' questa storia che ho letto sui quotidiani? Intervistato nel corso dell'ennesima inchiesta proibizionismo VS antiproibizionismo sostenevi posizioni da salutista, comparivano addirittura aneddoti sull'hascisc degni di un parroco svizzero. E il Lenny Bruce dei Navigli, definizione che a questo punto assume una qualche ufficialita', quasi a scusarsi, a spiegare che erano stati i signori de la Repubblica a equivocare, a porre il dibattito su basi dubbie, e soprattutto a ritagliare sue affermazioni sintetizzando in redazione un'intervista inesistente, facendogli dire cose non sue. Chi aveva raccolto seriamente la sua opinione sull'argomento era stato il manifesto, appena il giorno prima. E Paolo pensa che non sia particolarmente sensato proibire delle sostanze per proprie caratterisitche intrinseche, dice che il problema sta unicamente nell'uso che se ne fa. Sostenere che l'hascisc ha effetti negativi sul cervello diventa difficile se si ha di fronte un fumatore avveduto; puo' essere molto piu' facile dimostrare gli effetti dannosi dei sandwich burro e pancetta prendendo in considerazione un obeso. Tutto sta nell'uso che se ne fa, et voila', bravo Lenny, che chiarisci malintesi e sveli ipocrisie un po' troppo radicate.

Si prosegue col racconto della tempestosa nascita del Circo, di come si siano sfidate le ire di produttori-iene e organizzatori-squali che si muovono normalmente in regime di monopolio.

L'idea e' apparentemente semplice: la compagnia les Italiens mette su uno spettacolo ispirato alla grande tradizione dell'intrattenimento circense, in pista Lucia Vasini, Bebo Storti, Maurizio Milani, Antonio Cornacchione; i C'e' quel che c'e' suonano musiche di Vinicio Capossela; naturalmente Paolo Rossi fornisce travolgenti versioni di Paolo Rossi su testi a cura di Riccardo Piferi e Gino&Michele, il gentilmente accorso pubblico pagante si spella le mani.

Terzo

Giunto nel piazzale dietro all'improbabile shopping center La Rotonda (un brivido losangelino a cinque minuti dal centro di Modena), devo ammettere che, nella sua apparente semplicita' l'idea mi appare assolutamente grandiosa. Intanto, sotto il profilo paesaggistico, e' da notare che si erge un tendone enorme. Da circo. In grado di ospitare a' peu pre's tremila persone. Non so se. A fianco un tendone piu' piccolo, sorta di atrio, dedicato alla ristorazione e corredato di alcuni spazi gestiti con gli intenti piu' eterogenei: lo stand opel e' a fianco del banco in cui regalano preservativi, lo scarabeo aprilia si mostra a pochi passi da un bandierone di Che Guevara esibito dai ragazzi del centro sociale di Modena. Peccato per le piadine d'oro e la birra a sei sacchi, a me comunque la offre Lenny Bruce. Paolino Rossi diceva bene, rivoluzionare l'idea di spettacolo partendo dal rivoluzionare gli spazi e le modalita' che costringono solitamente lo spettacolo stesso. Investire soldi e reputazione per mettere in piedi con qualche persona fidata una struttura del genere, per realizzare quello che altrimenti sarebbe rimasto un suo privatissimo sogno. Mi piace questa storia. Penso a quante incazzature ci sono dietro, a quante serate con gli amici che gli dicevano Seimattoseimatto, e lui, Lenny, caparbio, a fare i calcoli con la casio tascabile, telefonare al tale e al talaltro. Non faccio in tempo a esternargli la mia ammirazione, deve andare a farsi la barba, nel frattempo guida spettatori che si sono persi e vagano tra le roulotte della troupe con aria spaurita. Un'altra cosa bella e' che in questo circo ognuno fa almeno due o tre mestieri diversi. Come nella vita, direbbe qualcuno.

Due personaggi singolari di cui si puo' fare la conoscenza nel backstage sono il nano Bahattin e Mike, rispettivamente turco e giamaicano. Bahattin, che e' considerato un po' una mascotte, ha iniziato a lavorare appena adolescente: venne raccolto dal Circo di Francia che si trovava a passare dalla parti di Istanbul, e da allora non ha piu' abbandonato la vita dell'artista circense; si dice soddisfattissimo dell'esperienza con Paolo, e un po' preoccupato all'idea che un giorno dovra' fermarsi come tutti, mettere su famiglia e comprare una casa senza ruote. Mike lavora come maschera, parla un geniale misto di inglese antillano e piemontese -vive nei pressi di Novara- ed e' l'unico rasta che ho sentito bestemmiare come un alpino; passo con lui gli ultimi minuti prima dell'inizio dello spettacolo, ci si raccontano aneddoti boccacceschi, in cui mi sembra sinceramente insuperabile, cose cosi'.

A notte fonda sono sulla banchina della stazione di Modena. Quaranta minuti di ritardo, 'sto treno della malora. La gente ha bisogno di sogni, dicono. Forse basterebbe realizzare i propri. Talora. Mentre arriva con gran calma il Milano-Napoli penso che Paolo Rossi questa volta l'ha fatto davvero. Alla prossima, Lenny Bruce dei Navigli…


 

PS. Righe autogestite per soli interisti: non sono riuscito a strappare a Paolo Rossi una fantomatica formazione ideale dell'Inter di tutti i tempi. Si e' trincerato dietro a un inoppugnabile-morattiano 'La migliore sara' la prossima'. In ogni caso, autorivolgendomi la domanda dichiaro sibillinamente che, per quanto riguarda i pilastri si dovrebbe senz'altro tenere conto di Zenga, Meazza, Ferri e Beccalossi. Niente da fare, anche mettendoci tutta la buona volonta' ed eventuali zii sottosegretari, per Herbert Prohaska.