Tratto da "Musica rock e altro"



Ma Dave Navarro
e' uscito dal gruppo

di Enrico Brizzi

Certi amici che bazzicano internet me ne avevano gia' parlato qualche tempo fa.
Forse la notizia l'avevo letta anch'io su qualche foglio in forma di fanzine, o forse l'ho soltanto sognata in una notte di primavera. Fatto sta che Dave Navarro e' uscito dal gruppo e Jack Frusciante rientra nei Peppers, mi dicono.
Fantastico, dico. Oppure dico Miticous, con la ous finale che fa americano un bel po'.
Comunque sono contento.
Navarro e' fior di chitarrista, e puo' essere particolarmente orgoglioso del suo passato acido e barocco al fianco di Perry Farrel.
Pero' Frusciante resta Frusciante, e Navarro mica ci ha suonato, nel piu' grande album degli anni Novanta, la pozione resuscitamorti che porta il nome di Blood sugar Sex Magik.
Navarro mica c'era, a incendiare le polveri senza averne l'aria, ai tempi in cui Give It Away suggeriva che c'era qualcosa di diverso, la' fuori, diverso dal prussianesimo della scuola e dalla triste mazurka delle resposabilita'. C'era invece Frusciante, elegante come un dandy dell'ultima ora, perlopiu' in calzoncini e bombetta, a indicarti la via mentre suonava tutto sbilenco.
E poi Navarro mica l'ha fatta, la mossa di smollare la band quando stava sul tetto del mondo.
Lontano da me incolpare chi rimane a presidiare la posizione, ma una cosi' clamorosa richiesta di quiete rende unico e umanissimo il signor Frusciante, (Da intitolarci un libro, quasi. Pero' lui lo chiamerei con un altro nome. Come perche'? Per mescolare un poco le carte, no?).
Dave Navarro. Io a quell'uomo voglio bene come a un cugino, credetemi. Non ho animosita' nei suoi confronti. D'altronde non si puo' mica odiare, un cugino. Nemmeno se e' un talentuoso gentleman d'origine ispanica che va in giro a pavoneggiarsi col pizzetto alla Zorro? Nemmeno.
Gags a parte, Navarro e' grande.
Il punto e' che i Peppers nell'ultimo album, che s'intitola "Un Caldo Minuto", mi son piaciuti mica tanto.
Bravi come sempre, eh, pero' un po' troppo - come dire - ritratti. Doloranti, tipo, mentre io cercavo da loro la stessa energia che m'aveva incendiato l'esistenza quand'io ero teenager e loro impazzavano alla grande, nudi col calzino aggiustato sulle vergogne. Aggiungete che quel caldo minuto e' stato atteso per la bellezza di quattro anni, e capirete come la sete di Red Hot Chili Peppers sia piu' viva che mai.
Il ritorno di Frusciante mi parla di una band che ha voglia di stupire ancora, scalciante e oltraggiosa come li desidera chi, almeno una volta, ha preso in mano una bomboletta spray per disegnare su un muro l'asterisco con la sigla RHCP.
Il titolo del nuovo album, "Californication", fa ben sperare in questa direzione.