Quel giorno, arena parco Nord
c'eravamo tutti al "Mtv-day"

Se Mtv festeggia il suo primo compleanno a
Bologna chi potra' mai raccontarlo meglio?


Prevedibile ma vero, l'emittente-culto Music Television ha deciso di festeggiare il primo compleanno della filiale italiana a Bologna, la citta' che piace ai giovani, ai matusa e al governo.

Io ci sono stato con l'amico Federico M., e noialtri quasi ventiquattrenni eravamo tra i piu' vecchi della combriccola: in compenso gli juniores erano convenuti a migliaia. Si vedeva ch'erano felici di esserci, saltavano anche senza musica e per vestirsi s'erano ispirati quasi tutti al look europop: pantaloni bracaloni da regista e magliette Adidas old fashion per i boys, per le ragazze invece t-shirt aderenti con le maniche in contrasto, oppure l'ormai universale canottiera a costine bianche, che esalta le curve acerbe e fa apparire le piu' formose. Reggiseno scuro, nero o blu di Prussia, scarpe e accessori puma o vans o airwalk.
Mentre suonavano i Blindosbarra, l'arena del Parco Nord si riempiva vieppiu' di teste giovani e animule scalcianti, come a celebrare il tramonto d'una estate rocke'ra aperta dal concerto monster di Vasco Rossi a Imola, quando siamo stati censiti in centodiecimila (senza contare i grappoli di portoghesi).

Mentre suonavano i Marlene Kuntz, che col tempo non perdono il buon gusto aspro, si son viste le vecchie scene da concerto rumoroso, le pogate e qualche tentativo di stage-diving. Vista dal fianco della collina, la folla era come un mare in burrasca, e della burrasca potevi riconoscere le due anime: una sonica che s'infrangeva contro il palco dei Marlene, sotto la statua elettrica di Cristiano Godano, mentre l'altra, dimentica della propria natura d'uragano, lambiva il gazebo dei videojays con gridolini e altre isterie giovanili.

Mentre suonavano gli Ustmamo', qualcuno ha osservato che il raduno di Mtv, rispetto alla videomusica tradizionale, aveva il difetto di non conservare l'uso del telecomando per riparare altrove. Cosi' ho bevuto fino in fondo l'amaro calice, rimpiangendo le antiche produzioni leonkavalline degli Ustmamo' e il tempo andato in genere.

Il pomeriggio si e' riacceso quando sul palco son montati gli invocatissimi Bluvertigo, quelli che cantano parole fuori dal tempo (tipo Battiato giovane) su musichette dense di ricami Camerini e Depeche Mode. I Bluvertigo piacciono a tutti. Li trovo rilassanti, autoironici e mi fanno venir voglia di ballare. E infatti ho ballato…

Alla fine, rassicurati sull'esistenza di rock band non moraliste in Italia, io e l'amico Federico M. ci siamo diretti verso il quartiere, che' bisognava giocare la partita del venerdi' contro certi ambiziosi vulnerabili in contropiede.

Erano quasi tutti juniores, pero', prima di uscire definitivamente dal parco Nord, ho lanciato un ultimo sguardo a quella burrasca che sarebbe andata avanti senza di noi.