Tratto da "Linus" del Marzo 2000


SNOOPY
il sovversivo


visto da Enrico Brizzi



Come ben sapete, o amigos, il giorno di San Valentino e' trascorso in tutto il mondo all'insegna della beatificazione dei Peanuts. Tutti i ragazzini del gruppo, compreso l'impresentabile Pig Pen e la giovane arpia Lucy, hanno ricevuto l'applauso unanime dei cinque continenti. Il che m'e' parso giusto, dato che senza la seminale impertinenza dei Peanuts, senza il loro ostinato autismo di cittadini d'una repubblica bambina non avremmo oggi ne' Calvin & Hobbes, ne' South Park, ne' tantomeno gli stimati Simpson. Voi sapete bene, e lo sapete con sensibilita' da amigos, che le beatificazioni - specie quelle planetarie - finiscono per semplificare un po' le cose. Chi riceve l'omaggio delle folle risulta sempre appiattito, omologato, snaturaro.
Prendiamo ad esempio A vecchio Snoopy. A mio modo di vedere il bracchetto di Charlie Brown e' il piu' schizzato cervello della compagnia: un conto e' un bambino introverso che non si separa dalla coperta (di quelli se ne trovano in natura, cosi' come sono disponibili impacciate sally e piperite patty pazze d'amore nonostante i birkenstock), un altro paio di maniche e' un bracco che si crede il numero numero uno dei Barone Rosso e vede la propria cuccia come un biplano. Questo per dire che, dal mio punto di vista, fra tutte le parole lette il giorno di San Valentino a proposito dei vecchio Snoopy, le piu' puntuali erano quelle di Curzio Maltese su Repubbica: Snoopy non conosce frustrazioni ne' delusioni. Non coltiva l'ambizione di vivere la vita, ma d'inventarla come un gioco infinito di possibilita'. E' un megalomane, d'accordo. E' un cane che si sente un dio. Giusto. Chi, se non un megalomane, si calerebbe sorridendo nella rischiosa parte dei seduttore in maglioncino e occhiali scuri? E chi piu' d'uno schizofrenico capace di trasformare la routine d'una vita da cane in prismatico scenario di mille avventure incarna l'essenza del perfetto sovversivo? Non c'e' potere che il vecchio Snoopy tema, a parte quello umanissifno della fame. Non c'e' ordine costituito che possa scardinare la solida e autosufficiente Onirocrazia che vige sul tetto della cuccia rossa. Come gia' faceva notare Maltese, per il vecchio Snoopy non esiste altro Dio al di fuori di se stesso. Sul fatto che si riconosca in una patria, avrei qualche dubbio.
Siamo di fronte ad un anarchico, o amigos, e voi lo sapete da sempre quanto me.
E poi gli indizi della sua attivita' sovversiva sono ovunque. Non trascuriamo che il vecchio Snoopy e' l'unico capace di interpretare le confuse informazioni trasmesse da volatilt biondi fuoriusciti dal movimento hippy. Non trascuriamo che ha un fratello, Spike - baffi da ostrogoto e sguardo languido di marijuana - che vive d'espedienti ai margini del deserto. E se il nostro bracchetto, grazie alle entrature presso la famiglia Brown, gode di un'ottima copertura, il carattere asperrimo ne denuncia in ogni occasione l'irriducibile avversione alle norme del vivere civile: il vecchio Snoopy e' violentemente antisportivo, e' affezionato a un'attivita' libertaria e demode' come la scrittura (suo l'incipit piu' celebre degli ultimi cinquant'anni), e, al contrario di Marilyn Manson, riesce a essere antiarnericano apparendo ligiamente filoamericano. E allora, amigos, salutiamolo come conviene a un sovversivo, il vecchio Snoopy, e non cori i convenevoli scemi con cui si saluteterebbe il pensionimenco d'un pupazzo di pannolenci. Adios, compagno bracco! Nel tuo esempio, la lotta continua.

Enrico Brizzi