Contatto del 10 Ottobre 1998



in qualche modo.....

di Kristian detto Zile o "the thin man"
con Enrico Brizzi


Enrico Brizzi, abita in una palazzina sguercia di fine Bologna, da dove si vede, via A.Costa, via Porrettana, lo stadio, parte dei colli di S.Luca.
Le scale per arrivare all'appartamento le devi fare a piedi, poi sempre che ci sia qualcuno dentro, e' ovvio, puoi entrare e fare quattro chiacchere, con lo spettabile Enrico Brizzi (vi faccio una confidenza: non lo confonderete mai con i surfisti californiani delle serie televisibili di esportazione).
Citofono per ben due volte e devo dire che li' per li' si allunga l'ombra di un brutto presagio: non c'e'. Mi volto e alle mie spalle e' abbandonata la vespa verde, inconfondibilmente la sua. Approfitto dell'uscita di un'anziana per infiltrarmi nella palazzina, attacco le scale con grinta, come dire cazzo non e' possibile, e arrivo davanti al campanello.
"Chi e'!" dice una voce proveniente dal passato remoto delle 7 ore di sonno (sono le 11 e 30).
"Sono Cristian" annuncio con un minimo di orgoglio. Per tutta risposta la voce dal passato remoto dice solo una lettera: "Ooooooo..... " sorpresa misto approvazione, poi "...aspetta un attimo!" rimango per pochi secondi ad aspirare la sigaretta che sa in qualche modo di gloria o autocompiacimento.
La porta si apre e sono dentro. La porta si richiude a chiave e mi trovo all'interno della sua tana.
Post-it ovunque, appesi agli armadi; camera sua: poster vari, ma proprio molto vari, fogli, vestiti, libri, giornali, computer, cassette, CD, stereo system (dalla quale esce musica punk).
"Distubo?" dico esordiente da dentro il corridoio.
"Mi disturbavi se ero in compagnia!" risponde sobrio da un passato molto meno remoto, poi ribatte "Come va?" introducendomi dentro la camera, mi offre la sedia sgangherata che mi indica piu' volte e ospitalita'.
Io ancora in piedi, rispondo "Va un po' come vuole lui.... dipende a chi credi che ci stia dietro." Ok lo so, una gran cagata come esordio ma io esco sempre alla distanza, non vi fate illusioni (Maurizio non ti preoccupare, non ti deludero').
"E tu come va?".
"Bene, fortunatamente come voglio io".
E qui il caro Enrico, ci ricorda che per lui, per qualche verso, e' finito il tempo in cui doveva preoccuparsi seriamente di fare scelte piu' o meno.... capite che voglio dire, in quanto ora gode di una leggerezza innaturale che assetta tutto nel modo e nei modi giusti.
Poi il primo pensiero e' per le sigarette: e' rimasto con soli due esemplari di Marlboro leggere, poi trova mezzo spino spento, sorpreso e un po' felice, sul multifunzionale tavolino-pattume, un aggieggio che venduto sarebbe di sicuro successo.
Ognuno dal suo lato si parla come parlano i ragazzi alla nostra eta'. Stessi tempi narrativi, stessi argomenti caduchi, stessa curiosita' sotto intesa, io perche' mi chiedo con frequenza impressionate com'e' sto Brizzi com'e' sto Brizzi e come cazzo sono arrivato qui, lui: chi e' sto tizio, cosa vorrebbe...al limite, che ore sono, forse dovrei andare all'appuntamento con Tini' Cansino, anzi no e' una sarda.

Siete contenti? Siete delusi? Siete innamorati di Enrico Brizzi e lo vorreste invitare per lo meno, a prendere una pizza? Vi accontentereste di fargli da domestiche sottopagate per vedere da voi com'e' qui? Chissa'.

Comunque ci sediamo, anzi no eravamo gia' seduti, cosi' faccio delle domande abbastanza suggestionato sul nuovo libro, mi chiede come mi e' sembrato, e io rispondo fiero che l'ho di gia' finito, lui innalza le sopracciglia e fa per mettere in piedi il primo joint del 10 Ottobre. Poi fa: "ma si capiva che era il terzo di una trilogia?"
Ecco, giusto, voi l'avete capito che e' il terzo di una trilogia? Volevo ben dire.
"Si capiva che era un continuo di qualcosa, ma se devo dirti la verita' non lo avevo mica capito che era un tutt'uno con gli altri due.......adesso che farai Enri'?"
"Sto preparando un esame.... per Gennaio."
Cambio argomento: "A che ora sei tornato stamattina?"
"Erano le quattro.... " poi da qualche colpo di brutta tosse ".... sto guarendo da una brutta bronchite..." mentre continua la solita gestualita' di chi rolla senza fretta.
"Ieri sera..." dice Enrico ".... siamo stati a Ferrara, io e un mio amico. Questo mio amico qui era stato invitato alla festa di compleanno di una sua ex fiamma, organizzato in un locale che inauguravano proprio ieri: il "Pelle d'oca".....abbiamo parcheggiato agli antipodi di Ferrara, come se parcheggi a San Donato e devi andare a San Siro, per farti capire. Arriviamo li'..." (io accompagnavo con sguardo interessato: le avventure di Enrico Brizzi.... in prima visione....) ".... e per cinquanta minuti il locale, praticamente vuoto: siamo rimasti solo io, il mio amico e le due bariste, due pezzi di fighe che dire che erano seminude e' poco.
Avevano sta minigonna con un spacco incredibile, tenuta insieme da uno spillone da balia, quindi, ogni volta che si muovevano, si vedevano ste due chiappe.... sembravamo una coppia di gay.....".
".....poi vedi che a gruppetti di cinque sei, iniziano ad entrare ragazze tutte vestite in nero, bionde.....a gruppi di cinque sei. Tutte bellissime."
Enrico aspira dalla sua creatura, e porge al mio seguito.
"Enrico, ti riconoscono in giro ?" domando con moderata curiosita'.
"Si'. Qualche volta. Il piu', rimangono a un metro di distanza chiedendosi chi sia quella persona che una volta hanno visto alla TV. Penso che la popolarita' di una persona sia proporzionale alla sua presenza in televisione."
"Ti credo, e' il posto dove vedono la tua immagine....." poi gli faccio vedere le foto che ho fatto a Luglio e (che saranno visibili sul sito a breve) ed Enrico, approva e riconosce i luoghi ritratti nelle foto.
"Le ho fatte quando sono venuto a Luglio e tu hai detto che eri ad Ancona.... abbiamo girato un pomeriggio intero io e mio cugino."
Enrico seduto a gambe incrociate sul letto disfatto, si dedica ad un nuovo joint, e scorre la cartella di fogli stampati che ho raccolto su di lui. Sembrava controllarmi i compiti, o per lo meno mi ha dato quella sensazione. Nel frattempo che guarda i mie fogli, lo omaggio della nuovo nastro dei Rancid che ancora non ha.
"Ma poi a Ferrara come e' andata a finire ?" chiedo incuriosito.
"Niente, in un quarto d'ora si riempie il locale di ragazze in tiro, poi rimaniamo li', senza combinare niente, a gustarci un cuba libre....."
"Ce l'hai la fidanzata adesso?"
"No. Vado a braccio. Oggi alle cinque ho appuntamento con una sarda. Alle due vado a pranzo dai miei. Tu a che ora hai la punta con tuo cugino ?"
"Alle due, a casa sua. Ma te la posso offrire una birra ? Anche da parte di Mr. Maurizio" "Guarda purtroppo mi trovi in una giornata di calma: ho finito ieri sera...... e poi mi sono appena svegliato.... non vorrei spezzarmi. Facciamo un'altra porra!"
"Una che?"
"Una porra!" dice Enrico, sventolando in segno di vittoria il vecchio joint.
"Ah, una porra!..."
"Perche' da voi come lo chiamate?"
"Mah.... farda! Di solito"
"Farda?" interroga Enrico innalzando le sopracciglia "Sto raccogliendo tutti i modi di chiamarlo.... farda poi!"

Intervallo per il relax.

Duettando con l'arciduca in persona, propongo "Allora andiamo a fare colazione...." notate che sono le 12 e mezza.
"Mi preparo.... arrivo tra dieci minuti."

Rimango per un po' da solo nella camera di Errique, penso a Maurizio, che l'avrei voluto portare con me, e poi mi guardo un po' intorno. Ricordando nitidamente quella sera che mi sono chiesto per la prima volta, chi era, come viveva, la persona che aveva scritto robe come JFEUDG e Bastogne. Decisi che in qualche modo dovevo saperlo, in qualche modo dovevo muovermi con gli stessi ritmi se volevo incontrarlo, in qualche modo.....
Ok, e' una roba da squalifica immediata, pero' era giusto dare una motivazione a tutto il lavoro svolto sia da me che soprattutto da Maurizio, e anche tutte le fatiche che ho fatto per fare dei buoni lavori, come questo affare che avete sotto gli occhi per esempio, (grande battuta).
Nella stanza c'e' anche qualche gadget, alcuni innominabili, altri di interesse, tipo: l'edizione spagnola di JFEUDG, l'edizione non tagliata di Bastogne (che ha alcune scene in piu' e qualcos'altro che non so), la copertina di "Mucchio Selvaggio" appesa alla parete, in cui regna Zanardi di A.P., alcuni gagliardetti di squadre di calcio europee e non, che avra' preso durante le sue visite nelle rispettive citta' e c'e' anche Supertifo.

Torna Enrico e gli chiedo qual'e' il suo posto allo stadio, quando va a vedere il 'Bo'.
Chiude la porta della camera e appare la foto gigante della curva RossoBlu e dice "Sono li', in alto al centro, sotto il nostro striscione che io custodisco. Lo vuoi vedere?"
"Certo, vediamo 'sto striscione " e apriamo a quattro mani il telo nero con su in alto la parola "SARAGOZZA" al centro i tre cerchi concentrici blu, il piu' grosso, bianco, rosso. In basso, sempre in bianco la scritta "SQAD".
"Saragozza Sqad" dice lo striscione, affascinante devo dire anche ben fatto.
"E secondo te io a che squadra sono fedele?" gli chiedo.
"Mah... tu mi sembri abbastanza interista!"
"Bene... abbastanza."
"Bella li', anche io quando ero piccolo tifavo per l'Inter."
Ripieghiamo lo striscione, che Enrico rimette al suo posto, insieme alla bandiera del "Bo" munita di asta spezza costole, e scendiamo in strada.
Giornata soleggiata, quasi calda, ed Enrico slega la vespa verde: "come puoi vedere la sella e' singola.... e non so cosa dirti..... ci stringeremo."
Ci fermiamo poco lontani, al bar "Minnie", parlando da una certa distanza di Bologna city e societa', Enrico domanda alla cassiera se sono arrivate le paste alla frutta. Mangia la pasta alla frutta, sorseggia il primo caffe' del 10 Ottobre, sbircia sul giornale, beve un bicchiere d'acqua, gli annuncio con sorpresa che gli hanno soffiato la targa. Qualche santo che si stacca dal firmamento celeste e concludendo facendo spallucce ci dirigiamo verso la biblioteca, ai giardini Margherita.
Ci sono un paio di amici che gli fanno segno di salire sulla terrazza. Offro una sigaretta ad Enrico, per l'occasione orfano di Marlboro light, e osservo da circa un metro il parlare quotidiano di questi tre personaggi.
Il posto e' incantevole, impossibile vedere a Milano una cosa simile mi dico, poi mi viene in mente che non e' difficile immaginare tante persone qui su in primavera tipo, ragazze stralusso con la quale Enrico e i suoi amici posso fare i marpioni gentili e tutto il resto.
Parlano degli avvenimenti cittadini, novita' sugli amici, racconti della sera prima, politica, calcio, (Enrico gioca nel torneo organizzato con gli amici, mi ha confidato che e' un gran giocatore). L'argomento piu' preoccupante e' il militare. Enrico e' stato fatto rivedibile il primo anno, mandato all'ospedale militare per altre visite, l'anno successivo stessa trafila ma e' stato arruolato, quindi dice, vuole cercare un modo per fare il servizio civile.
Una cosa interessante sentendoli parlare e' tutto quel frasario cosi' diverso dal mio, della quale dispongono i ragazzi. Lo slang, come si dice, e' qualcosa che mi sarebbe piaciuto riportare, ma non me la sento, onde evitare gaff compromettenti, e' meglio di no.

Arrivano anche le due del 10 Ottobre, prima poi dovevano arrivare, diamo fondo ad un'altra porra e usciamo dalla biblioteca, c'e' il tempo per gli ultimi aneddoti, e con la vespa raggiungiamo la fermata dell'autobus che mi portera' dal mio parente. Nel pomeriggio e per la Domenica mi posso gustare ancora Bologna inondata dal sole, prima di tornare a Milano, raccontare a Maurizio, cominciare a scrivere quello che sto finendo.
Spero di essere stato abbastanza chiaro e divertente e preparato e italiano per avervi dato bene, almeno l'idea di questa prima avventura, in quanto spero ci sia presto un seguito. Ci raccordiamo per gli appuntamenti futuri, poi ci si saluta, Enrico riparte e sparisce con i suoi occhiali da sole dietro i portici a bordo della celebre vespa verde. L'unica cosa che mi sorprende, e' che per la prima volta mi dispiace che non sia finita a tarallucci e vino. Ma era mattina cacchio, per queste cose bisogna attendere la notte giusto?
Alla prossima ragazzi! E state pronti poiche' non sapete ne il giorno, ne l'ora.....