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"Ma da dove diavolo arriva la musica new age?"
"Merda" dico "non si sa mica. Deve essere proprio qualcosa nei muri..."
Partito nella mattinata immersa nell'impalpabile torpore mattutino di Milano, alla volta di Bologna, il treno di gran carriera mi recapito' proprio davanti a CastelBrizzi: circa una doppiacentinaia di km piu' a sud della mia usuale tana.
Il castello di Enrico Brizzi - state buoni! - e' stato eretto nell'anno del signore 1994 d.c., all'indomani della follia di massa che ha colpito alcune frange della popolazione del globo dopo la lettura di 'JFEUDG'.
Situato sopra il colle piu' alto di Bologna, Brizzi esercita il suo dominio - fate silenzio - sul resto della cittadinanza, da quell'altura strategica, dopo che i bolognesi e la giunta comunale tutta e' stata informata di quanto era minacciato in 'Bastogne', quindi una volta dichiarata la resa incondizionata - mi volete far finire? -, tutta la citta' e' caduta nelle mani del giovaneautorediracconti, sua potenza fondativa, signore delle terre felsinee, duca delle terre del northland, - finitela cazzo! -, principe del male: Enrico Brizzi.
Il giardino che precede l'ingresso e' stimato che misuri un'area di svariati ettari di vegetazione boschiva, che a detta di qualcuno, sembra che proprio il padrone in persona abbia voluto far crescere in modo del tutto selvaggio. Nel 1995, in accordo con i magnate del WWF, sembra che il settore KM702 del giardino, sia stato adibito a riserva naturale, dove tutt'ora sono dispersi 165 dei vari ammiratori che dal '94 a oggi arrivano a migliaia in pellegrinaggio da ognidove, per rendere grazie al loro idolo, proprio nel giorno del suo compleanno (si narra che nel laghetto centrale ci siano anche una famiglia di balene, ma io non ci ho creduto).
Dopo un paio di ore di autostrada che dal cancello portano al portone principale... - va bene, non erano due ore, e' che mi sono fermato all'autogrill per via della benzina, nette saranno un ora e tre quarti - , comunque, arrivo davanti alla gradinata di entrata, composta da millequattrocento scalini di marmo posati da una nota impresa di Arezzo: su ambo i lati della scalinata, poggiati su delle colonnine, resistono tutte le statuette di vetro veneziano, raffiguranti amici e miti di Enrico Brizzi. Tra gli altri riconosco, i Sex Pistols, i fratelli Ramones, Vasco Rossi, Tini' Cansino, Andrea Pazienza, Ugo Tognazzi, l'attuale squadra del Bologna FC, e molti altri. Dopo altri quarti d'ora, sempre con la storia della musica new age che c'e' ma non si vede, giungo davanti al portone di bronzo dalle dimensioni faraoniche, sul quale sono raffigurate scene del vangelo.
"Incredibile dico...." e anche "....che cazzo di palle, non sono ancora arrivato!?".
In alto al portone si legge solo una parola: pentiti!
Piu' in alto, l'enorme blasone di famiglia: lo scudo rossoblu dove campeggia un tarabuso con la cresta verde.....

....Ma e' tutto vero vi dico

....esiste veramente la gradinata con i 1400 scalini....

...anche l'autostrada c'e'...

...va bene, va bene, porcoddinci:

...vi dico
la verita'