Contatto del 1 Novembre 2000




Milano, Roma e le tre torri
di "you'llneverwalkalone" ZiLe


Quando mi si presenta l'esigenza per capire dove sono, mi volto a destra e un vecchio monolite di pietra pende indietro, mi volto a sinistra e un porticato sorregge un'altra torre quasi il doppio della prima. Forse i turisti marchigiani, giapponesi e gli anziani incolonnati come una truppa mi scambiano per un teatrante del comune e non dico balle, vengo in quasi tutte le foto da portare a vedere al vicino di casa.
Ma che ci posso fare, dopo essere stato quasi accecato dalle chiappe del Nettuno riposante, mi stabilizzo proprio al centro di quei due monumenti che un intera cittadinanza ha eretto a simbolo per rappresentarla in Italia e piu' intorno, l'appuntamento con chi h lo sapete gi` e il trambusto di quella piazza raccolta mi rapisce nell'attesa.
Bambini guardano in alto per scorgere la punta, i fidanzati si fanno le foto nel porticato, gli abitue' rincorrono probabilmente la traiettoria che gli appartengono e scompaiono verso cir che li attende in questo strano Mercoledi' di campionato. Alle dodici e cinque potrei anche essere rapito dalla puzza di fritto delle patatine del MacDonald's invece da dietro l'angolo dell'edicola mi viene incontro un Enrico Brizzi in versione astronauta. Il casco bene allacciato, il giubbino rigonfio, la sciarpa del Bologna che straripa e fa intuire il rosso e il blu.
C'h solo il tempo di salutarci, e ci rifugiamo dalla selva di passanti dell'inconsueto giorno di festa, in un baretto a lato delle torri.
"Hai gi` fatto colazione ?" mi chiede incitandomi a proseguire verso il bar.
"Sl Enrico, grazie."
"... ma lo prendi un altro caffe'?"
"Non c'e' problema. "
Dentro h stretto e poco affollato, proprio quello che preferisco, e si comincia subito a prendersi per le fedi calcistiche... "perche' vedi l'Inter h un po' una grande decaduta del calcio italiano, come il Genoa e la Pro Vercelli..."
"Enrico, l'Inter non h mai andata in B e ha sempre mantenuto un certo contegno.... Altro che ProVercelli."
"effettivamente... Ci fa due caffe'!" ordina Enrico.
"..aspetta..." dico io facendo marcia indietro rifacendomi alle usanze che mi si stanno mescolando alla rinfusa in seguito alle mie frequentazioni, "..io prendo un bicchiere di bianco."
Dopo la degustazione, il nuovo mezzo di Enrico si accende con la sola imposizione delle mani e si mette faccia alla strada col sole a picco pronto al via, io da parte mia non posso far altro che cambiarmi di occhiali e saltare sul fondo della sella aspettando che qualcuno, che poi sarebbe Enrico ci guidi verso i discorsi di quest'oggi.
Il sole di oggi h docile, ti scalda solo quel poco che basta, quasi lo senti che i suoi raggi stanno via via prdendo potenza e tra poco sar` ridotto ad un inutile cerchio giallo nel cielo; l'aria h fresca ma non ancora del tutto fastidiosa, ti lascia scivolare via senza troppe domande e al contrario si lascia respirare come quasi si fosse in riva al mare.
La strada ci porta dalle vie del centro fuori porta Santo Stefano, Enrico canticchia qualcosa di improvvisato per spronare il traffico a lasciare libero il passaggio per il duo sulla vespa grigia.
"... peccato che avete sempre sta moda di mettere il parabrezza..."
"Ma scusa perche' non dovremmo metterlo ?"
"Suppongo per la stessa ragione per cui bisogna metterlo." dico lanciando il quesito filosofico dell'anno (visto che siamo a Novembre....)
"Pero'... una cosa e il suo contrario giustificate nello stesso modo..."
Quando si scende dalla vespa, sull'uscio appare l'anziano cane Hans, bassotto, pelo lucido, e muso invecchiato, la ragazza Cristina appare al seguito, ci presentiamo ed Enrico si confessa dicendo "...noi andiamo su a fare cose da uomini." con la bocca che ammicca!
L'interno h quasi come lo ricordavo, anche se forse, senza fare illazioni, vedo la mano anche di una donna di casa: i fiori sul balcone e quella sensazione che da qualche parte anche se non si vede, ci sia piu' ordine. Ci trasferiamo quasi subito nella smokin' room, dopo che Enrico faccia apprezzamenti sul mio impermeabile verdone che da oggi in poi godro' di ben 2 ammiratori; la tv passa a ripetizione le formazioni degli incontri di calcio, e noi ci sistemiamo ai lati del tavolino che sta in appoggio ai divani. Enrico in casa si muove come un cowboy, all'interno del suo territorio, dando sfogo ai versi di qualche canzoncina inventata o a cori propri della Andrea Costa e se provo a rispondere trascinato nella situazione rimbomba da lontano un sottovalutativo "...val` interesta..." (come se fosse da tutti di questi mesti tempi).
La carta e la penna, inseparabili compagne di vita si dispongono davanti ad Enrico e tracciano il piano che dar` sostanza al sito su cui posate gli occhi, mentre i discorsi scivolano fuori senza sosta e mi fa piacere che molte delle idee vengano da lui... "Io direi, di cominciare arricchendo gi` tutto quello che riguarda "Oscar Firmian".... Cosa abbiamo su "Oscar Firmian" ? "
"Abbiamo un po' poco grazie alla critica distruttiva che ti hanno fatto."
"Per me possiamo mettere anche la recensione del "Corriere"... magari con una foto del critico impiccato..."
"Ma ti sei mai chiesto come mai questo scagazzamento cosi' plateale?"
"Ma vedi, il fatto e' che quando uno comincia a stare sulle balle a determinate persone non se la passa poi bene. In piu' c'e' tutto il discorso legato alla mia vecchia casa editrice che e' stata veramente un fenomeno... basti pensare che tutti i giovani talentuosi come potevamo essere io, Susanna Tamaro, Silvia Ballestra, li hanno persi tutti..."
"Ma come ti spieghi un'involuzione cosl, io non capisco molto di case editrici ma la Baldini mi e' sempre sembrata una editrice abbastanza buona....poi se appunto puoi o potevi vantare gente come te, Susanna Tamaro e Silvia Ballestra..."
"Non so di preciso, penso che sia una questione di strategia, comunque nel particolar caso, la Baldini e' esplosa ad un certo punto ricavando anche molto e proprio per questo, forse, si e' fatta anche i suoi nemici. Io quando ho cominciato a scrivere ho sempre visto la casa editrici come la struttura che ti distribuisce il libro, e quindi se ricevi delle offerte che vanno di gran lunga al di sopra di tutte quelle che hai mi pare logico che accetti. Poi ti accorgi che magari ti organizza delle presentazioni che verrebbero meglio se te le organizzassi da solo..."
"... e che quindi sulla fortuna o sfortuna di un libro influisce anche la casa editrice."
"Non so... la Baldini e' come se avesse fatto tipo da 100 a 0 in 1 metro... adesso pubblicano tipo delle collane in cui ci trovi il cileno, il giapponese, che possono sempre andar bene ma per quanto riguarda la ricerca ? Poi come ti dicevo c'e' il fatto che alcuni giornali per certi motivi abbiano distrutto cosl tanto o addirittura taciuto. Io mi sono meravigliato di non aver letto niente sulla Repubblica..."

Intanto Cristina vestita di maglioncino e pantaloni neri rimbalza dal divano alla cucina per assecondare i bisogni di Hans, con cui mi pare vengano fuori due belle federe con le orecchie.

"Comunque sia... potremmo aprire una sezione del sito intitolata "Ti rompo il culo" con dentro solo una lista di nomi..."
"A sarebbe sicuramente divertente ma non so quanto produttivo..."
"Per questo hai ragione. Senti allora facciamo che si da fondo al "Oscar Firmian" e secondo me anche al lavoro che hai fatto con Cristina, che se permetti anche qui, se non me lo diceva tua madre che esisteva... mi sa quel libro ce lo abbiamo in 200. Comunque mi dispiace perche' e' un bel lavoro e in giro stampa o internet non si trova niente."

Il richiamo della fame attira tutti e tre verso altri lidi ed Enrico mi chiede se mi va una piadina che effettivamente mi andava, si dirige in perlustrazione e poi la voce dalla cucina annuncia: "Rientra il progetto Piadina per mancanza di piade!"
"Facciamo la carbonara?" dice lei ricurva a sistemare cio' che io ed Enrico abbiamo sparpagliato; dalla cucina il cowboy risponde "...mi prendi in giro? E' tardi sono gi` le due meno dieci..."
"No, guarda che ci vuole poco..."
Enrico si affacca in sala e scopre piacevoli novit` relative al fantacalcio, io chiedo a Cristina, "ma come vivi questo rapporto io, lui e il fantacalcio ? Improvvisi cambi di umore..."
"A se lo vive lui da solo..."
"E poi non sai neanche cos'e' un cambio d'umore..." dice Enrico mentre Cristina rinforza con un "ecco appunto ... " come se si alludesse ad un uragano.
"A proposito ... " dice Cristina "... ho parlato con la Lorena per stasera...."
"Cosa ? "
"per vederci.... per andare a mangiare.... ci sono anche degli amici di Cristian..."
"A bene, dove andate?"
"che simpatico che sei..."
"Vero?"
"Di che non ti va...."
"No ho da fare...."
"Ma almeno dillo che non ti va!"
"Tutt'e due... non mi va e non andandomi ho trovato da fare!"

A questo punto mi viene in mente che la carbonara non mi piace e dico "Scusate ma a me la carbonara non piace, c'e' l'uovo...."
"A va bene allora facciamo solo con la pancetta...." dice Enrico.

L'attesa e' lunga come una sigaretta e un bicchiere d'acqua, Cristina apparecchia Enrico prepare la pancetta e mio mi guardo fuori dalla finestra la luce e la tranquillita` delle due del pomeriggio.
Il pranzo viene via insieme a mezzo TG e gli AC\DC, dopo il caffe' siamo tutti pronti a salpare verso il campionato; dopo esserci messi d'accordo sul da farsi l'ultima frase prima di richiudere alle nostre spalle la porta di casa e' per il cane Hansk: "Concentrati su un uomo che si chiama Beppe"...

Ci salutiamo davanti a casa sua e all'autunno bolognese: "Enrico, concentrati sul pareggio!"
"Vostro!"
"No vostro!"
"Val` interesta!" e la vespa parte e scompare dietro la curva, si dirige verso il vecchio quartiere Saragozza e un due a zero da momentanei secondi in classifica.
Mi sembrava di aver passato una bella giornata ma ancora non sapevo di dover fare il viaggio di ritorno con 200 tifosi romanisti che sia a Firenze che a Bologna che a Milano si sono lasciati un po' troppo andare, chiaramente nessuno seppe mai la mia fede calcistica, capirete anche voi il perche', comunque a parte i romanisti, l'autobus che pare non arrivare mai alla stazione di Bologna e la celere in tenuta da sommossa a filtrare con scudi, scimitarre e sbandieratori il binario 14 a Milano, ancora oggi mi ricordo di aver passato del buon tempo al primo sole d'autunno.