E’ notte a Bologna e nelle case, chi ha deciso di popolare i pub, le discoteche e affini, si prepara.
Si tratta di tirarsi a lucido le scarpe, scegliere il maglione da abbinare ai pantaloni e queste cose molto fashion.
Ci sara' lui? Ci sara' lei? Sara' bello come quello della televisione? Sara' intraprendente come quelle della televisione?
E avvolti dai dubbi e dal buio anche qui ci si affollera' nelle vie, davanti a locali con nomi diversi da quelli che conosco: vorrei citare i miei preferiti in questo momento d'amarcord: l'Hollywood, dove compaiono di frequente Ronaldo e compagni, modelle, radical-chic; il Rainbow, un vero e proprio campo di battaglia; il nuovissimo Alcatraz; la discoteca Rolling Stone; senza dimenticare i meno noti ma sempre validi Medigans, Alex, Bayadera, Samsara sparpagliati a caso e lontanissimi tra di loro nelle immenso nord-est.
Qui sono diretto al Covo, al compleanno di Errique, con la magliettina dei rancid su serafino nero, tipo giocatore di baseball per intenderci.
Riparto da casa dei parenti dopo i saluti e i bentornato, mio zio molto magnanimo ci presta la macchina per raggiungere il luogo dell’appuntamento.

Viaggiamo in auto sulla tangenziale e penso sorridendo a cosa succedera’.
"Guarda, guarda c'e' il Liga" dice il mio parente strattonandomi per la maglia.
"Ciao ragazzi" dice avvicinandosi con tutti i suoi pendagli indiani "...ho da parte una botte di Sangiovese, che ne dite di darci da fare?"
Interviene il blasco tutto vestito di pelle di pitone, con la barba galeotta e gli occhiali da sole in vacanza da cento anni "Cosa ne capisci te di vino." dice al Liga "il Lambrusco ci vuole altro che Sangiovese."
"Va beeee raga" dice Ligabue scocciato "non mi rompete i coglioni raga."
"Guarda c'e' anche Klas Ingesson."
"Ma chi il centromediano del Bologna?"
"Con Anna Falchi."
"Ragazzi la smettete di litigare con sto cavolo di vino?"
"Ma perche' Cesare Cadeo ha la maglietta dell'ultimo tour di madonna?"
"E sai, non e' un buon momento per lui."
Poi ecco uscire dalle auto di lusso davanti al tappeto rosso, accompagnati da un "Ole’", proveniente dalla folla oceanica al di la delle transenne:

Alberto Tomba
Gigi e Andrea
Loris Capirossi
Calton Mayers
Giancarlo Marocchi
Roberto Baggio
Gianluca Pagliuca
Guccini
padre Buozzi e Marcolino
Stefano Accorsi
Lory Del Santo
Tini’ Cansino ringiovanita di 20 anni
Antonio Banderas
Eva Grimaldi
Federica Panicucci
Maria De Filippi
Pamela Karjvichnja
Ochalan
Francisco Navarro
Guido Scattone
Marco Pannella
Zorro

...No effettivamente non fu ci nulla di lontanamente simile.
Parcheggio con la macchina verso le 11 e mezza davanti ad un grande giardino.
"Ma il posto dov'e'?"
"E' quell'edificio infondo a quella stradina." mi dice il mio parente.
C'e' una palazzina di mattoni alta due piani, un giardino poco definibile in quanto e' buio e poca gente che ronza nei dintorni, nonostante le auto parcheggiate lungo la strada siano molte. Mi arrivano anche sul telefono GSM i messaggi che mi fanno sorridere degli amici a Milano che mi aggiornano dei loro spostamenti.
Dopo qualche difficolta’ nel trovare l’entrata del locale troviamo una scala di metallo che si arrampica fino al secondo piano, seguiamo con lentezza i suoi scalini disposti con precisione uno sotto all’altro e ci troviamo di fronte ad una porta in metallo anche lei.
Sara' presto, sara' chiuso, sara' uno scherzo, sara' la porta sbagliata, penso all'unisono con mio cugino, poi lui molto più intraprendente di me, apre e dentro c'e' il locale quasi del tutto vuoto.
"E' presto ma chi se ne frega!" dico io infreddolito "aspettiamo dentro, si riempira'" Prendiamo posto quasi di fronte alla porta di ingresso; la luce e' soffusa come in tutti i locali, il bancone e' entrando subito a sinistra, proprio di fianco al tavolo dove devi pagare il pedaggio o consegnare l'invito che ti ha donato Enrico Brizzi in persona. Si apre dunque una stanza di tre metri per due e dall'altra parte sulla parete di fronte, se guardi bene non puoi fare a meno di notare un'apertura che porta ti conduce ad altri spazi.
Il primo e' uno spiazzo analogo a quello precedente ma senza tavoli e sgabelli, la postazione DJ sistemata all'interno e delle panche ai lati, tipica palla disco roteante appesa ad un filo che ti tira scemo se guardi i riflessi per terra dopo aver bevuto e poco di più.
Esci dalla seconda sala e ti intrufoli nel corridoio cyberpunk largo per due persone e molto lungo tutto illuminato dai neon tubolari blu elettrico che ti mandano in fissa.
In fondo al corridoio sbuchi ad un trivio: a destra scala di metallo che porta niente di meno che ai WC; al centro si estende una sala più grande con tavolini di metallo; avanti a sinistra una sala più grande con nebbia artificiale perenne e musica disco.
Comunque mi sembra un buon posto anche se ancora vuoto; io e il mio parente come detto ci sistemiamo all'ingresso, parliamo dei dischi da comprare e di quelli sulla quale ridere. E' la prima volta che entro in locale di Bologna e ogni tanto mi piace ascoltare le compagnie vicine cos'hanno da dirsi: magari e' una cazzata, ma vi assicuro che ero curioso di sentire i discorsi di ragazzi che in tutta probabilita' sono cresciuti con manie e mode differenti dalla mia.
C'e' chi parla di eterosessualita', chi ha deciso di venire in magliettina e ombelico scoperto, chi ha la maglietta dei rancid (solo io), chi ha i pantaloni bianchi da matrimonio, chi indossa solo la cannotta da carpentiere, ecc.
Ci volle più o meno una mezzora prima di vedere il locale dignitosamente pieno, dunque arriva anche il festeggiato dell'occasione.
- attorniato dai gorilla tipo Man in black, 1 e 90 per 139 kili ? No.
- attorniato da uno sciame di bambine vestite di bianco che distribuiscono confetti ? No.
- spalleggiato da 4 schiavi che sorreggono sulla schiena il trono ? No.
- preceduto da 10 ragazze che cospargono petali di rose prima del suo passaggio ? NO.
- arriva con un anello di metallo in mano dalla quale partono una decina di catene che tengono al guinzaglio altrettante ragazze nude ? NO.
Effettivamente non fu ci nulla di lontanamente simile.
Si presenta all'ingresso con scarpe ginniche, jeans, maglietta, testa rasata, allegro, scambia due parole qui e li' e sparisce con degli amici di sempre nel corridoio.
Prendiamo una birra e anche io e il mio parente cominciamo a muoverci con circospezione nella festa: musica a destra e a manca ma anche dall'alto; tette pennellate ovunque, muscoli da lottatore in ogni angolo, odore di farde calde nei corridoi stretti.
Qualcuno balla: e' il compleanno di Enrico o una serata qualunque?
Entrambe penso io, sono molto riflessivo.
Mi fermo stanco nella sala con la nebbia perenne con il mio secchiello di birra nella mano destra a livello petto, perdo mio cugino, dalla nebbia esce una sagoma che tocca il mio bicchiere e alza il suo verso il cielo: Enrico Brizzi, mi saluta, saluto anche io, ritrovo mio cugino, scambio due parole con i vicini, e verso l'una e mezza dico: "Enrico (il mio parente) ho fame andiamo a mangiare una pizza?"
Ci allontaniamo con discrezione dai rumori, della palazzina in mattoni, il freddo che fa all’esterno e' immediatamente in grado di riabilitarti dal torpore del luppolo.
Mangio, pago io, fumo una paglia, guido in uno stato di trance subtotale fino alla periferia di Bologna e dormo.

Ma non ero a Trezzano S.N.? No birra no, ho le analisi del sangue prima o poi ci cuciremo la stella sul petto. dieci, venti, quaranta. Ale si e' perso, doveva comprare solo una cassetta vuota. vietato guardare la pala disco... ho detto no alla banana... hai visto la ragazza con l'ombelico scoperto che balla superiora tra la gente?... Comunque ci vediamo li'....

L'impossibilita' di cogliere la realta'
cosi' come io non la vedo sara' il colpo di grazia.
(Zile - Mary suicide, 1998)




Saluti a quanti ne conoscete. Zile