Contatto del 11 Gennaio 1999


laTrasferta
di Kristian Zile


L'11 gennaio mi risvegliai senza avvisare nessuno. Giusto piu' grande di un anno che l'orologio biologico segnava un incoraggiante 20. Se non si e' capito parlo degli anni che sono passati da quando sono in circolazione e parere personale quelli si sa contano solo per le statistiche, poiche' quelli a cui tengo di piu' sono gli anni da quando ho cominciato a essere cosciente, e saranno circa una decina.
Vado a lavorare o no ? mi chiedo tirando su la tapparella. E' una domanda affascinante. Mi immergo con lentezza nel fiume di lavoratori che frequentano la metropolitana, compro il giornale dello sport e mi assicuro un seggiolino per sentire il parere degli stipendiati per raccontare le partite. L'Internazionale, formazione per la quale faccio il tifo da molto prima che fossi nato, fa registrare un indiscutibile 6-2; segnano tutti gli attaccanti: Ronaldo, il giocatore piu' forte del pianeta; bam-bam Zamorano per ben 3 volte; Baggio, segna pure lui, ancora Ronaldo..... un bombardamento.
L'occhio cade su: PROSSIMO TURNO. Bologna - Inter..... passano cinque secondi e leggo Bologna - Inter e penso:
"Enrico... sono Cristian...." parlo come se stessi telefonando dall'America.
"Ue... bella Jonny..."
"Ciao Enri', senti un po' ma come va?"
"Bene, bene."
"Il libro ?"
"Bene, bene."
"Senti u po' ma domenica ci vai allo stadio? No perche' ho notato che l'Inter sara' a Bologna domenica prossima...."
"Certo che ci vado.... Vuoi venire?"
"Verro' di sicuro, ci vediamo sabato?"
"Va bene ci vediamo sabato."
"Senti ti telefono poi venerdi' sera cosi' ci mettiamo d'accordo..."
"Va bene, lasciami un messaggio in segreteria."
"Va bene. Saluti Errique!"
"Ciao."

In effetti ando' proprio cosi'. Venerdi' sera ci raccordammo sugli orari e sabato mattina dopo una divertentissima settimana di lavoro, alle ore 7 mattutine mi risveglio dal sonno e corro a prendere il treno alla stazione.
Questo treno l'ho gia' preso tante di quelle volte che e' difficile pensare che posso riservarmi delle sorprese o sensazioni particolari, non so se mi spiego, credo di si', comunque saltero' la parte del viaggio e d'ora in poi leggerete gia' del mio arrivo a Bologna, infatti....
sono le 10 e trenta del 16 gennaio quando la stazione, ma piu' in generale il capoluogo dell'Emilia Romagna si trova senza saperlo, arricchita della mia presenza (credetemi, non scherziamo, e' una cosa di cui vantarsi), pero' questa volta piu' che cordialita' sento gia' ben definita l'ostilita' per la partita di domani, per la quale ho portato con me la bandierina da camera per sostenere al meglio la mia squadra (ancora non ce l'ho al collo non vorrei dare troppo nell'occhio).
L'appuntamento con Enrico e' all'una a casa sua, cio' significa che ho ben 2 ore per fare i miei comodi e mezz'ora per raggiungere il punto di incontro. Decido con spensieratezza di gustarmi la citta', fare un giro per le vie dove tutti i giorni piu' o meno le stesse persone faranno quello che devono. Non c'e' bisogno di dirlo che non lo sa nessuno che sono partito alle 8 e 05 da Milano, nonostante cio' mi sento comunque un eroe dei telefilm (ben poca cosa, non credete?).
E' pure una bella giornata, mi dico camminando per il centro, e sorseggiando la prima paglia bolognese, mi viene in mente che ho fame; entro nel primo negozio che mi capita, cercavo un panificio per assicurarmi una focaccia ma in quel momento, niente panificio, quindi vengo attratto dall'esterno da uno scaffale di merendine confezionate.
"8 kili di prosciutto!" dicono tutti in dialetto.
"altro?"
"2 quintali di San Daniele!"
"Sono 2 quintali e lascia che faccio signora?"
"Prego!" mi rivolge la signora dietro il bancone, anche lei senza sapere che vengo da Milano per vedere l'inter.
"2 di queste" le dico mostrando le due merendine.
...
..
.

Alle 12 e un quarto del 16 Gennaio, sono davanti a casa di Enrico Brizzi con il mio impermeabile verdone a mangiare le merendine confezionate, aspetto......aspetto......fumo una paglia.....aspetto.
A pochi minuti dalle 13 qualcuno strombetta con il clacson, sicuramente di un motorino, mi volto, e qui ecco entrare in azione di forza con vespa verde, parabrezza e tutto quanto Enrico Brizzi, un tifoso del Bologna. Si presenta a bordo del veicolo, con un giubbetto nero, la sciarpa visibilmente nuovissima del Bologna arrotolata al collo, e dice: "Buongiorno! E' tanto che aspetti?"
Saluti e saluti e mi faccio spiegare il programma: "Adesso arriva mio padre in macchina.... se mi aiuti a portare delle cose alla casa nuova...."
"Certo dico io....ti aiuto"
Poco dopo arriva il babbo di Enrico Brizzi, e in tutta sincerita' non sapevo cosa pensare, oppure se pensare o lasciare un circa venti trenta minuti la testa vuota, l'ultima cosa che dice Enrico e': " Togliti gli auricolari che mio padre si inbufalisce. "
I sedili posteriori dell'auto sono occupati da assi di legno incelofanati, materassi, ecc...
"Ti porta lui ci vediamo li'...." dice solo Enrico.

Dovevo pensare qualcosa ?
Qualcosa che non va?
No dico, sbaglio o sei in auto da solo con il signor Brizzi?
Mi sembra di si', e tu?
No io no, che domande!
Allora non disturbare!
Ok. Chiaro. Ma tu ieri sera non eri alla 'birreria uno'?
Credo di si' perche'?
No, niente....per sapere....

"Giorno!" dico senza che neanche il signor Brizzi sappia ancora che sono venuto da Milano....alle 8.05 sono partito....
" Salve...." dice il sign. Brizzi senza staccare le mani dal volante.
"....."
Dopo i primi 10 minuti in cui mi e' stato possibile ascoltare con attenzione il rumore del motore, ecco che mi presento, foglia tremante.
"Io sono Foglia Tremant....emmm cioe' voglio dire, quello che ha telefonato quella sera....si ricorda?"
"A si' ricordo!" dice lui, poi lo guardo meglio e comincio a credere che il sign. Brizzi sia il sosia con la barba e gli occhiali di Francesco Guccini.
Intanto la giornata e' splendida e sciolto un po' di imbarazzo, mi intrattengo con Mr.Brizzi Senior, a parlare della citta' mentre attraversiamo Bologna, e indovinate? Gli rivelo che sono venuto da Milano....
Arrivati alla casa nuova, dalla quale mi esonero dall'esprimere commenti da parente stretto, ci affrettiamo a trasportare dall'auto tutto quello che c'era, poi ci fu il viaggio in direzione inversa.
"....a dire il vero sono venuto per vedere l'inter!" dico.
"ah si' domani c'e' la partita....beh spero che andrai via scontento...." disse lui mentre un lampo illumino' il cielo.
" Mi perdoni ma lei e' per caso F. Guccini con la barba e gli occhiali ?"


Si capisce che e' una scemenza, comunque al limite, prendetevela con Maurizio che pubblica le mie mini-avventure a Bologna. (Sono Maurizio ed intervengo per dire la mia: ringraziate gente, che un altro Zile sulla piazza non si trova)


Arriviamo dietro Porta Saragozza, Enrico e' in attesa sul marciapiede con tutta la vespa che attende il mio arrivo.
"Grazie di tutto Guccini....cioe'....signor Brizzi, arrivederci..."
"Salve....mi raccomando...."
"Cosa?"
"....spero che andrai via scontento...."

Ma di che parla?
Non so c'eri tu in auto con lui.
Ma va?
E' si'!
Ma pensa!

"Andiamo a mangiare, Enrico?" dico mentre mi faccio posto sulla vespa verde (zio caro mi sembra di sedermi su una cosa viva tanto che ne ho letto)
" Si' andiamo, tutt'al piu' che sono le due e mezza!"
Entriamo in una pizzeria in via Saragozza; credo che chi stava dietro il bancone e dietro alla cassa abbiano riconosciuto Enrico Brizzi, ma ancora non sanno che io vengo da Milano....
Ci sediamo, Enrico ripone la sciarpa come se fosse un'oggetto di valore inestimabile, in effetti per lui forse lo e', e dice: " Non e' la sciarpa piu' bella che tu abbia mai visto ? "
"Ma....non so... non ho visto molte sciarpe nella mia vita non vorrei sminuire.....comunque io per la partita mi sono portato la bandierina di quando ero piccolo non so se..."
Il posto e' abbastanza vuoto e il nostro tavolo era messo vicino alla finestra sul fondo della pizzeria.
"Ci porta due birre" dice Enrico.
"A guarda, mi e' arrivata questa mail giorni fa.." gli dico consegnandogli il foglio con il messaggio di una ragazza di Reggio Emilia, poi mentre lui legge io mi guardo intorno per ambientarmi al meglio.
"Elisa....ti serve questo foglio?" mi chiede Enrico.
"No, tienilo pure" rispondo.
"La chiamo io." dice con sicurezza e intasca il foglio.
"...."
Pizza margherita per me, mentre Enrico mi sembra che ando' sul piccante, l'attimo dopo che mi adattai ai dodicimila gradi del pomodoro, chiesi: "Dopo dovrei andare a fare un paio di foto... anzi se ne hai da suggerirne..."
"....si' un paio di foto da suggerirti ce l'ho." poi aggiunse "Com'e' la pizza?"
"Buona.... si mangia...."


I sogni di Enrico

"....ero centravanti di una squadra di calcio e la passata stagione risultai esserne il capocannoniere. L'anno dopo l'allenatore voleva lasciarmi in panchina..."
"... panchina ? Il centravanti in panchina ha l'orribile numero 16 sulle spalle!"
" ...esatto ! Il sogno comincia che ero a casa dei miei e c'era mio padre, che faceva anche il mio procuratore, che parlava con il mister ed era d'accordo con il lasciarmi in panchina.... Io ero li', che avrei voluto dire "ma che cazzo state dicendo" pero' non potevo parlare: un incubo."

Fine


Parlavamo lui Bologna e io Inter, delle foto ricordo della trasferta a Praga di coppa UEFA, quando alla radio annunciano "il piu' grande pezzo degli ultimi anni: George Michael .....": non potemmo fare a meno di commentare.
"....macche', il piu' grande pezzo della storia della musica!" dice lui.
"....il piu' grande pezzo di m... della storia della musica!" dico io che non transigo su queste cose.
"A proposito, non e' che tu a Milano riesci a trovarmi "Frana la curva" dei...."
"Posso vedere.... O in fiera il sabato mattina, o da Psycho. In fiera pero' se ce l'hanno, lo trovo in 45 giri: tu lo puoi riprodurre il 45 giri?" "Sarebbe un bell'oggetto ma non saprei come farlo suonare.... Dopo aver investito a fondo perduto sulla riparazione del mio piatto disco...."
"E' be', le riparazioni sono sempre cosi' a dire il vero."
"....."
Estinta la pizza, la birra e svariate frasi e il caffe' di Enrico, lui va ai box e io rimango solo al tavolo, si avvicina la cameriera over 30, e dice: "Ve lo porto un bicchiere di limoncino?" con accento emiliano.
Mi guardo in giro e rispondo incerto: "Non so..... per me va bene ma se torna tra un attimo chiediamo anche a lui."
"Va bene." dice e dopo due secondi si ripresenta con una bottiglia tipo quarta superiore - laboratorio di chimica, e due bicchieri lunghi, stretti e piccini.
"Mi porta anche il conto, per piacere?"
"Subito."

Torna Enrico e subito notando la bottiglia luminosa al centro del tavolo domanda: "Cos'e' questa bottiglia gialleggiante?"
"E' il limoncino, la ragazza ha insistito."
"Salute!"
"Salute!"
E dopo aver assaggiato, mi viene in mente che forse e' meglio se la portiamo via la bottiglia luminosa e gialleggiante.
"No e' meglio di no." dice Enrico.

Usciamo in tranquillita' nella luce del primo pomeriggio bolognese, e' sabato e nessuno di noi provenienti da Milano e' ancora a conoscenza della sciagura che sta per irrompere nelle nostre vite.
Nel frattempo Enrico, che invece si riarrotola con fierezza la nuovissima sciarpa dei Supporters Rosso Blu e scalcia la pedivella della vespa verde, che fino ad un attimo prima era accostata con le sue simili lungo la bevitoia davanti al saloon. Ci scaraventiamo lungo la tanto decantata via Saragozza lui pilota io passeggero, e oltrepassiamo i bastioni della porta;
"Sei pronto al salto triplo?" dice come se non potessi dire di no con indosso gli occhiali evil empire.
"No. Non mi sento molto al sicuro."

Giusto quell'attimo e il dosso formato maxi, diventa per due secondi una rampa di lancio: la vespa mantiene il suo aplomb, cosi' noi due che risentiamo con entusiasmo del salto e dell'atterraggio (credo che lo stesso esercizio fatto senza il passeggero debba essere molto divertente, magari a conclusione di una giornata passata con gli amici di sempre, o dopo un pomeriggio al parco abbindolatore di ragazze cerbiatte, o meglio: la mattina alle cinque e trenta dopo una battaglia in pista rockaball, in piena tempesta neurale).
Scalata molto rally, quarta - terza, prima di svoltare nella via traversa alla strada principale, ed eccoci in casa.
"Per un attimo mi sono visto slanciato oltre lo strato d'ozono....." dico piu' rilassato scendendo dalla sella.
"Non devi avere paura, anche in due il mezzo mantiene la sua stabilita'." procedendo alla "E' solo 4 mesi che pratico, non lo potevo sapere."
Saliamo le scale, e in poco tempo siamo dentro le stanze che chissa' quanti eroi avranno visto intrattenersi qui:
"Senti forse mi puoi aiutare...." dice il Supporters Rosso Blu "Riconosci questa canzone?" dice inserendo un CD nello stereo da pic-nic: la canzone pero' viene fuori abbastanza sconnessa, il CD salta e riprende piu' indietro.
"Perche' fa cosi'?"
"A non lo so forse perche' e' pulito...." mi dice Enrico mentre guarda chinato l'operare dello stereo, "....dai..... io ti compro, te funziona scusa.... Un po' per uno..... lo so che ti ho avuto in omaggio ma fa lo stesso..." implora Enrico sempre a mezza altezza e senza sortire alcun miglioramento.
Poi sconfitto lo lascia proseguire con il suo incedere disordinato, e io da un metro di distanza circa dico: "No, non mi viene in mente niente. Senti ti scoccia se faccio qualche foto?"
"No no, fai, io vado a sentire i messaggi in segreteria: aspettami qui, torno subito."
"Va bene."
Io mi arrampico su una scaletta li vicino, e ritraggo dall'alto delle immagini di disordine abituale del prive'; torna Enrico e mi trova innalzato sulla scaletta e dice: "Al posto di far le foto perche' non fai una porra?"
"A si', un attimo." rispondo mentre lui si sistema in zona computer, io scendo quasi subito e mi affianco al video.
"Conosci Tomb raider ?" mi chiede.
"Ah si', ho sentito di che si tratta ma non ci ho mai giocato."
"E' una delle mie ultime manie, poi c'e' la protagonista che e' una pezza di figa..."
"A questo ancora non lo so."
Parte la presentazione ed ecco Enrico correre trasposto in un'altra forma e dimensione, nei cunicoli di Venezia, sparare a dei tizi poligonali vestiti in smoking, non trovare piu' la strada giusta.
"O io non trovo piu' la strada....uso i trucchi."
"Di gia'. Dico sei gia' ai trucchi."
"E non trovo piu' la strada...."
"Vediamo... qui c'e' scritto... un passo a destra....anzi no, prima accendo un bengala, sai se lo fai senza il bengala acceso scoppi in volo... uno a sinistra, tre 3 e sessanta.....salto avanti: niente. Non funziona..."
"Dai qua provo io.... i 3 e sessanta devono essere precisi?"
"E' si'. Hai fatto la porra?"
"Si' toh ! Chiudi te che non son buono io."
" Un passo a destra....anzi no, prima accendo un bengala, se no scoppiamo in volo... uno a sinistra, tre 3 e sessanta....salto avanti: niente. Non funziona neanche a me."
Passarono mezzore: il computer si impalo' un paio di volte, il trucco non funziono' nonostante le molteplici prove, dallo stereo usci' fuori di tutto, qualcosa abbrustoli' a varie riprese.
"Il trucco e' sbagliato " dissi " qui dice un passo avanti e uno indietro.... Enrico.... Un passo avanti e uno indietro!" Il destino di quella ragazzina in calzoncini corti pote' proseguire grazie allo strano balletto del bengala.

Fuori dall'appartamento , anche se la tapparella era abbassata sapevo con certezza che si fece buio.
"Avrei portato il mio libro preferito per farci comparire un'impronta indelebile."
Enrico fa segno di si' con la testa e capisce si adopera per qualche minuto poi ci rituffiamo nel video 21 pollici; siamo praticamente sul fondo dell'oceano, 2 squali gironzolano intorno e la via da ricercare non si vede immediatamente nei paraggi....
"Telefono ad un mio amico, che non possiamo rimanere bloccati per tutta la serata..." dice Enrico che nel frattempo muore una decina di volte sbranato o affogato.
Suona il citofono, salgono 3 amici del quale purtroppo non ricordo i nomi.
"E' venuto a vedere l'inter." gli rivela Enrico, mettendoli a parte dei miei progetti.
"E i biglietti? Ce li hai gia' i biglietti?"
"Non ancora" rispondo io.
"Basta che vai domani davanti allo stadio.... Apre alle 10 la biglietteria." dice uno.
"Eeee, alle dieci, la biglietteria apre alle 12." dice l'altro.
"Si' si', alle 12" acconsentono in coro, ma non c'e' piu' tempo; un po' di schermaglie tra tifosi nel prepartita ed e' ora di abbandonare il campo.

"Enrico, ti ringrazio di tutto....ci vedremo prossimamente."
"Figurati... ci sentiamo."

Domenica e' freddo e c'e' un po' di foschia intorno allo stadio. Tanto Rosso Blu e qualche Nero Azzurro (che poi saremmo noi altri in trasferta) aggiro lo stadio fino al settore ospiti, da dove ci tocchera' sostenere il nostro affezionatissimo 11 qui al Dall'Ara (Paglica, Bergomi, Galante, Simic, Zanetti, Simeone, Winter, Baggio, Ronaldo, Zamorano). La polizia e' allineata ordinatamente, alla nostra destra al confine tra i nostri vetri e il resto della curva san Luca, nel settore ci saranno almeno 2000 persone. Di fronte l'imponente muraglia della curva A. Costa, dove siedono tutti gli ultra' bolognesi, al centro in alto Enrico e i suoi.
Ok. La sensazione e' splendida: trovarsi al centro dell'odio di piu' o meno 35 mila persone, farsi lanciare qualsiasi cosa dalle persone intorno, che per oggi i cattivi siamo noi. Qualcuno lancia qualche fumogeno all'ingresso in campo verso la san Luca, immediata risposta dei felsinei, con monete, accendini, arancie e vaffanculo bastardi, sulle gradinate ci saranno almeno 20 mila lire in moneta.
La partita rimane bella per mezzora poi l'inter nostro malgrado scompare dal rettangolo e i rosso blu vincono 2 a niente: le disamine le faro' con dei ragazzi sul treno speciale, o domani con il giornale dello sport tranquillamente tra le dita, sicuri che al ritorno scontento sara' qualcun altro.