Pezzo tratto dalla smemoranda 2001



La seconda volta con Sancho

di Enrico Brizzi

Prima è tutto buio. Buio con bagliori improvvisi, tipo traiettorie remote d'asteroidi nel silenzio eterno dello spazio interstellare. A un tratto si sente come una voce in lontananza. Una voce di messaggero che porta con sé le notizie del mattino. Apri piano gli occhi e prendi coscienza di un po' di cose sul tuo conto: sei appena sveglio, ti trovi nel solito letto, lei non c'è, e la voce dello speaker del giornale radio ti dà non poco sui nervi, così fresca e piena di picchi. D'istinto afferri il pacchetto aperto sul comò. Ne accendi una senza tirare veramente. Un biglietto. Dice: "Buongiorno amore mio". Dice: "Ti copro di baci", e anche "Ricordati di portare fuori Sancho". Per un po' non capisci, rimani inebetito con il biglietto in una mano e la sigaretta che va per conto suo nell'altra. Poi ricordi che lei è andata a Padova per lavoro. Una cosa tranquilla, dalla mattina alla sera. Sancho, invece è il cane. Gliel'ha regalato un'amica un paio di settimane fa, però non è un cucciolo. Ha dodici anni. E' un bassotto nero di dodici anni. Quando ti è capitato di prenderlo sulle gambe e lo hai studiato da vicino ti sei stupito di quant'è muscoloso, lui così piccolino e sfuggente: ha due zampe anteriori tozze, grosse come avambracci marinai, e cosce brevi innervate su zampe allungate da minuscolo canguro. E' simpatico Sancho, ma non siete tanto in confidenza. La prima volta che l'hai portato a spasso si è ribellato con tutte le sue forze. Sei riuscito a malapena a farlo arrivare fuori dal cancello, trainandolo per il guinzaglio mentre puntava tutte e quattro le zampe. Si era lasciato dietro una linea scura che disegnava un inconfondibile zig zag sull'asfalto del cortile, e appena s’era trovato al cospetto della strada non ne aveva più voluto sapere. Chissà perché era convinto che lo volessi portare lontano dalla sua padrona. Decidi che oggi riuscirai a convincerlo a fare il giro dell’isolato, e per riuscire nell'intento così riesci a pensare - devi prima conquistare la sua fiducia. Ti sporgi fuori dal letto e lo guardi. Sancho dorme accoccolato sul cuscino, dentro la cesta di vimini ai piedi del termosifone. Il costato gli va su e giù col respiro, ancora lucente di pelo color ebano nonostante l'età. Qualche pelo bianco si vede sulle zampine fulve, sul pelo crespo che gli disegna sopra la bocca qualcosa di simile a un paio di folti baffi da uomo. Dorme tranquillo, adesso, non come quando sogna la caccia alla lepre e abbaia nel sonno. Per prima cosa decidi di preparare la colazione.

Appena scendi dal letto Sancho apre prima un occhio e poi tutti e due, rossi intorno alla vasta iride come quelli di un ubriaco. Si stira allungandosi sulle zampe anteriori, sbadiglia e prende a scuotere la testa a destra e a sinistra. Le orecchie si aprono e ricadono contro la gola simili a schiaffi, ma Sancho, anziché preoccuparsene, continua e sembra trarne giovamento. Poi parte per la casa alla ricerca della sua padrona.

Mentre ti radi compare in bagno preceduto dal ticchettio morbido delle zampe sul pavimento. Sale con le zampe anteriori sul bordo del bidet, vicino al miscelatore. Ti guarda. Scodinzola. Ha sete. Fai partire un sottile getto di acqua fredda e Sancho prende a bere lappando.

Metti su la moka, ti vesti, torni in cucina e bevi il caffè.

Il bassotto ti segue scodinzolando. Forse cerca d'indovinare quali sono i programmi per la giornata. Oppure, pensi gli manca la sua padrona e segue te perché sei l’unica persona capace di ricordargliela.

O forse segue te perché sei l'unica persona nell'appartamento.

Fumi un'altra sigaretta e intanto studi senza averne l'aria i finimenti del collare che giacciono sul comò d'ingresso. Sancho prende ad abbaiare come un indemoniato, appena qualcuno li prende in mano. Prende a correre su e giù per la casa ed agitarsi come un anticipo d'entusiasmo che lo coglie all'idea di trovarsi entro breve all’aria aperta. In sostanza, occorre infilare la testa di Sancho dentro un'apertura, fargli sollevare la zampa destra e allacciare un bottone che unisce le due estremità.

Lei ci riesce in pochi attimi.

Lottate per forse un minuto, poi Sancho accetta di farsi condurre a spasso, e saltando a zampe pari di gradino in gradino ti conduce uggiolando di aspettative incontro al nuovo giorno.